L’evento si propone di esplorare le Case Scapini: intraprendere un viaggio visivo nel cuore abbandonato dell’Appennino Parmense. Questa spedizione invita i fotografi a confrontarsi con l’estetica della decadenza e il potere della natura che si riappropriano degli spazi umani, offrendo scenari dominati da luci filtrate e texture materiche straordinarie. Tra pareti scrostate, antichi focolari e oggetti di vita quotidiana rimasti sospesi nel tempo, i partecipanti potranno esercitarsi sulla fotografia di architettura rurale e sullo storytelling del silenzio. Non è solo un workshop tecnico, ma un’esperienza immersiva volta a documentare la fragilità della memoria contadina in un borgo che sembra essersi fermato per attendere l’ultimo scatto.
Situate nel comune di Bardi, le Case Scapini rappresentano uno dei “borghi fantasma” più suggestivi ed enigmatici dell’Emilia-Romagna:
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L’Abbandono e il Mistero: Il borgo fu progressivamente abbandonato nel secondo dopoguerra a causa dell’emigrazione e dell’isolamento. Attorno alla sua fine sono nate leggende locali legate a presunte apparizioni, che aggiungono un velo di mistero all’atmosfera già carica di pathos.
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Architettura in Pietra: Le strutture sono un esempio purissimo di edilizia rurale appenninica, caratterizzate dall’uso magistrale della pietra locale e da interni che conservano ancora la struttura tipica delle comunità montane autosufficienti.
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Il Fascino del “Lost”: Per gli amanti della fotografia Urbex (Urban Exploration), questo luogo è un tempio. Il contrasto tra la solidità delle pietre e il cedimento dei tetti in legno offre spunti infiniti per lo studio delle linee e della profondità di campo.
Le sessioni fotografiche collettive sono momenti dedicati alla pratica, alla sperimentazione e alla condivisione. Più di una semplice uscita, rappresentano un’occasione per incontrarsi, confrontarsi e crescere insieme, calibrando ciascuno l’esperienza sulle proprie aspirazioni e sui propri progetti. La giornata è pensata per offrire tempo, spazio e stimoli: i partecipanti possono esplorare tecniche, composizioni, sguardi e approcci diversi, osservando e imparando dai percorsi degli altri. L’aspetto conviviale accompagna quello creativo, perché la fotografia è anche dialogo, confronto e scoperta reciproca. Ogni sessione diventa così un tassello nella costruzione di un percorso condiviso, dove le immagini prodotte e le esperienze vissute contribuiscono al bagaglio collettivo di visioni e conoscenze.
Luoghi, tempi e dettagli saranno forniti ai fotografi del collettivo in anticipo.