Sabrina Pistillo
disconnected
Connessione digitale, disconnessione emotiva.
Sul progetto
Anno 2025
Disconnected nasce dall’Osservazione di una generazione che, pur essendo costantemente connessa, sperimenta una profonda disconnessione emotiva, temporale e identitaria.
Avere vent’anni oggi significa abitare una soglia instabile: essere presenti ovunque e, allo stesso tempo, sentirsi assenti dalla propria. È qui che la crisi del quarto di secolo diventa il terreno su cui si manifesta una disconnessione più ampia: dal futuro, dalle relazioni, da sè stessi. Il progetto indaga questo stato di scollamento tra corpo e desiderio, su ciò che non accade, che resta in sospeso, su una giovinezza che non esplode ma si trattiene. Non è un momento di affermazione, ma una condizione fragile e intermittente, fatta di presenza fisica e di assenza emotiva.
La fotografia diventa uno strumento di osservazione intima di un tempo sospeso, di una identità frammentata. La luce è naturale, spesso incerta; il colore tende a toni freddi e desaturati che richiama uno stato di smarrimento, solitudine, la sensazione di non appartenere piu a nulla di definito. Vere trappole di malessere che sfociano in una profonda estraneita’da se stessi e dagli altri fino a disconnettersi.
Portfolio Vivo
Il Portfolio Vivo è uno spazio di presenza temporanea. Ogni progetto qui esposto non rappresenta un punto di arrivo, ma una fase attraversata: un ecco dove sono ora.
La sua natura non è quella di restare, ma di lasciare spazio al cambiamento, alla revisione, a un nuovo tassello che verrà. All’interno del Collettivo, questa temporaneità ha un valore simbolico preciso: rende visibile il processo, legittima l’evoluzione e trasforma l’esposizione in una responsabilità narrativa condivisa. Ciò che conta non è accumulare lavori, ma abitare consapevolmente il proprio tempo di ricerca.
Sull’autrice
Sabrina Pistillo
Da buona osservatrice, sono affascinata da sempre da ciò che vedo, ed è da qui che nasce la mia passione. Fotografo per ascoltare cio’che non fa rumore. Sono una fotografa che cerca il confine sottile tra ciò che si vede e ciò che si sente… il mio lavoro nasce dall’ascolto: della luce, dei silenzi, delle emozioni che abitano le persone e i luoghi.
Attraverso la luce e le ombre raccolgo frammenti di vita, emozioni e attimi sospesi. La fotografia per me è un gesto lento,fatto di attenzione e sensibilità, un modo per dare spazio a cio’ che è fragile, vero e essenziale. Ogni immagine è per me un frammento di poesia viva, un tentativo di fermare l’istante prima che svanisca, di dare forma a ciò che spesso resta invisibile attraverso un linguaggio essenziale e sensibile. La fotografia diventa racconto, memoria, respiro.
La poesia, altra mia passione, non accompagna le mie immagini: le attraversa. Vive nel ritmo dei dettagli impercettibili, negli sguardi che durano un istante, nelle storie che si svelano nelle ombre che parlano quanto i soggetti
Fotografare significa invitare a guardare lentamente, a sentire oltre la superficie, trasformando l’atto del vedere in un’esperienza intima e contemplativa. Ogni immagine nasce da una connessione profonda, da un incontro silenzioso tra cio’ che vedo e cio’ che sento.

