Francesca Casini
il filo invisibile
Il confine tra amore e possesso.
2026 | Contro la violenza sulle donne
Esposizione presso Ospedale Magati di Scandiano - RE
“Il filo invisibile” è un racconto visivo in bianco e nero che indaga il confine labile tra amore e possesso; di come il contatto umano possa trasformarsi progressivamente da affetto a strumento di controllo e privazione della libertà.
La serie si compone di uno studio concettuale delle pose e del linguaggio del corpo, dove le interazioni tra le mani scandiscono la dinamica tossica. L’inizio del percorso rappresenta l’avvicinamento, la complicità e l’intreccio spontaneo dei corpi e degli affetti. La presa poi cambia natura, si fa sempre più salda e rigida, introducendo la dimensione del controllo. Il culmine rivela la vera natura del “filo invisibile”: ciò che prima univa ora lega, immobilizza e sottomette. Il legame affettivo si rivela per ciò che è diventato: una trappola fisica e psicologica.
La scelta delle mani serve a universalizzare il messaggio: lo spettatore deve potersi immedesimare nella dinamica relazionale proposta. La scelta del bianco e nero serve ad eliminare ogni distrazione cromatica, enfatizzando la texture della pelle e la tensione muscolare dei gesti.
Questo progetto si propone di stimolare una riflessione profonda sui primi segnali di condizionamento psicologico. “II filo invisibile” vuole portare alla luce quella trama impercettibile che stringe la vittima prima ancora che la violenza diventi manifesta, ponendo l’attenzione sull’importanza di riconoscere ciò che è amore e ciò che è controllo.
Progetto Magati
Progetto MAGATI è un percorso fotografico collettivo promosso da ContrastoLab in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre ogni anno il 25 novembre. Il progetto si sviluppa lungo l’arco dell’anno attraverso una serie di checkpoint, momenti di confronto e avanzamento del lavoro, finalizzati alla costruzione di una mostra fotografica ospitata presso l’Ospedale MAGATI di Scandiano, luogo simbolico di cura, ascolto e responsabilità sociale.
Questa iniziativa non è pensata come una semplice esposizione finale, ma come un cammino condiviso che utilizza la fotografia come strumento di riflessione, presa di posizione e presenza attiva nel territorio, culminando nell’evento espositivo del 25 novembre come momento pubblico di restituzione e responsabilità collettiva.
Sull’autrice
Francesca Casini
Vivo la fotografia come un’estensione del mio sguardo professionale di tecnico di radiologia. È proprio dal mio lavoro che nasce la mia passione per l’invisibile: il desiderio di andare oltre la superficie per esplorare ciò che normalmente sfugge ad un occhio distratto. La mia fotografia è una ricerca di autenticità. In un mondo che corre, scattare significa per me rallentare, fermare un frammento di realtà e restituirlo attraverso una lente personale. Cerco la spontaneità dei momenti nascosti, quei dettagli silenziosi che raccontano storie profonde e universali. Ogni immagine è per me un atto di cura: dare valore a ciò che passa inosservato, estraendo dal quotidiano emozioni che altrimenti resterebbero latenti. Il mio obiettivo è trasformare l’effimero in memoria, offrendo una visione che invita a guardare la vita con maggiore consapevolezza.

