Francesca Casini
Blu Asfissia
Corpi e volti segnati dall'angoscia: un racconto visivo della vulnerabilità umana.
Sul progetto
Anno 2026
Con uno sguardo crudo e intimo, questa serie fotografica cattura momenti di pura asfissia emotiva. La luce blu, onnipresente e quasi tattile, avvolge i soggetti esaltandone la fragilità e l’angoscia. Le garze e i veli, lungi dall’essere semplici accessori, diventano strumenti di costrizione che segnano la pelle e nascondono le espressioni, lasciando spazio solo al linguaggio del corpo. Le mani, ora contratte in un gesto di difesa, ora abbandonate in un segno di resa, diventano le protagoniste indiscusse di una narrazione visiva che tocca le corde più profonde della vulnerabilità umana di fronte al dolore e alla paura.
In un’atmosfera monocromatica e disturbante, dominata da toni freddi e ombre nette, queste immagini interrogano il concetto di soffocamento come privazione dell’identità e della parola. Il volto, parzialmente o totalmente celato da bende e tessuti, diventa una tela bianca su cui si riflette la negazione della propria voce. Le pose, spesso tese o reclinate all’indietro, evocano un senso di impotenza e sottomissione a una forza invisibile che comprime ed elimina l’autodeterminazione. Il progetto diventa così una riflessione dolente sulle dinamiche di potere, sulla censura interiore ed esteriore e sulla fragilità dell’espressione personale.
Portfolio Vivo
Il Portfolio Vivo è uno spazio di presenza temporanea. Ogni progetto qui esposto non rappresenta un punto di arrivo, ma una fase attraversata: un ecco dove sono ora.
La sua natura non è quella di restare, ma di lasciare spazio al cambiamento, alla revisione, a un nuovo tassello che verrà. All’interno del Collettivo, questa temporaneità ha un valore simbolico preciso: rende visibile il processo, legittima l’evoluzione e trasforma l’esposizione in una responsabilità narrativa condivisa. Ciò che conta non è accumulare lavori, ma abitare consapevolmente il proprio tempo di ricerca.
Sull’autrice
Francesca Casini
Vivo la fotografia come un’estensione del mio sguardo professionale di tecnico di radiologia. È proprio dal mio lavoro che nasce la mia passione per l’invisibile: il desiderio di andare oltre la superficie per esplorare ciò che normalmente sfugge ad un occhio distratto. La mia fotografia è una ricerca di autenticità. In un mondo che corre, scattare significa per me rallentare, fermare un frammento di realtà e restituirlo attraverso una lente personale. Cerco la spontaneità dei momenti nascosti, quei dettagli silenziosi che raccontano storie profonde e universali. Ogni immagine è per me un atto di cura: dare valore a ciò che passa inosservato, estraendo dal quotidiano emozioni che altrimenti resterebbero latenti. Il mio obiettivo è trasformare l’effimero in memoria, offrendo una visione che invita a guardare la vita con maggiore consapevolezza.

