Alessandro Russo
resti
Presenze in sottrazione
2026 | Contro la violenza sulle donne
Esposizione presso Ospedale Magati di Scandiano - RE
Non tutto ciò che scompare è assente.
Non tutto ciò che resta è intero.
Queste immagini nascono da una presenza reale e si muovono verso una dimensione simbolica.
La figura emerge, si sottrae, torna a sfuggire. Il volto non si lascia afferrare completamente. La fotografia smette così di essere descrizione e diventa traccia.
La scelta della sfocatura e della velatura non nasconde il soggetto: rende visibile la sua fragilità.
Ciò che osserviamo non è un corpo, ma il segno di una sottrazione. Non un evento, ma la sua permanenza. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, queste immagini non cercano di rappresentare la violenza. Interrogano ciò che può rimanere dopo: la perdita di definizione, la difficoltà di riconoscersi, la distanza tra presenza e identità.
Resti è un invito a sostare in quello spazio.
A osservare ciò che continua a esistere anche quando non appare più nella sua forma originaria.
Progetto Magati
Progetto MAGATI è un percorso fotografico collettivo promosso da ContrastoLab in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre ogni anno il 25 novembre. Il progetto si sviluppa lungo l’arco dell’anno attraverso una serie di checkpoint, momenti di confronto e avanzamento del lavoro, finalizzati alla costruzione di una mostra fotografica ospitata presso l’Ospedale MAGATI di Scandiano, luogo simbolico di cura, ascolto e responsabilità sociale.
Questa iniziativa non è pensata come una semplice esposizione finale, ma come un cammino condiviso che utilizza la fotografia come strumento di riflessione, presa di posizione e presenza attiva nel territorio, culminando nell’evento espositivo del 25 novembre come momento pubblico di restituzione e responsabilità collettiva.
Sull’autore
Alessandro Russo
Mi muovo dentro le immagini: segni che diventano visioni. Il ritratto è il luogo dove tutto converge. Mi interessa ciò che una persona porta con sé quando si mette davanti all’obiettivo: la sua storia, il suo silenzio, il suo modo di stare al mondo. Ogni scatto nasce da questo incontro, da un’empatia che non è tecnica ma ascolto. Nei miei lavori convivono ordine e vulnerabilità: simboli, geometrie, linee precise che dialogano con emozioni più intime. Cerco immagini che non siano solo forme, ma possibilità di riconoscersi.

